Home      DE    EN    NL    


20.11

21.11

22.11
Richiesta
Mandateci una richiesta di alloggio per le Vostre vacanze in Valle Isarco!

La mela altoatesina

Storie di mele

"Una mela al giorno, leva il medico di torno", dice un vecchio proverbio ed indica le proprietà salutari di questo frutto, che fornisce al nostro organismo vitamina C e sali minerali. Le mele sono un alimento energetico genuino e sano.

La mela è da sempre irresistibile, ne sono testimoni Adamo ed Eva, che per questo frutto gustoso persero il paradiso. Ancora oggi la mela non ha perso il suo fascino e rimane un frutto irresistibile per l'uomo e la donna.
La culla del "male" si trovava probabilmente tra l'Eufrate e il Tigri, ma nulla si sa di preciso. Ma già nel 3° millennio a.C. ai faraoni venivano portate come doni per il viaggio nell'aldilà nelle piramidi delle mele.


Dalla mela selvatica alla frutta da tavola

In Europa fino attorno al 1800 a.C. esisteva soltanto la mela selvatica, indigesta ed immangiabile. Ben presto l'uomo cominciò ad innestare i meli e attorno al 75 d.C. i Romani ebbero a loro disposizione una mela degna di essere portata in tavola, potendo anche già scegliere tra alcune varietà. Dobbiamo ai Romani la tecnica dell'innesto da melo, tecnica molto simile alla moderna clonazione.
La coltivazione di mele viene citata ufficialmente per la prima volta attorno all'anno 800 d.C. all'epoca di Carlo Magno. All'inizio solo monasteri possedevano piantagioni di frutta, ma già verso il 13° secolo si cominciano a coltivare alberi ed alberelli anche attorno ai castelli e agli insediamenti.
In Alto Adige nel 15° secolo si produceva già tanta frutta da poterne vendere alle zone vicine. Quando nel 1406 i Conti del Tirolo spostarono la loro residenza da Castel Tirolo sopra Merano ad Innsbruck, accanto alla già avviata attività di esportazione del vino, cominciò anche un discreto commercio di frutta oltre Brennero. Con carri e cavalli la frutta giungeva a Innsbruck e da lì sull'Inn e sul Danubio fino a Vienna, dove secondo le cronache "ragazze nei loro costumi tradizionali vendevano frutta a borghesi e nobili". La mela allora era quasi un bene di lusso.


Sviluppo grazie alla mela

Fino al 19° secolo in Alto Adige la zootecnia e la coltivazione di campi erano preponderanti. Potevano essere sfruttati soltanto i terreni in collina e lungo i pendii, poiché il fondovalle soprattutto della valle dell'Adige era ricoperto da paludi. Dopo la bonifica di ampi territori tra Merano e Salorno iniziò lo sviluppo della coltivazione di frutta. Più tardi anche in Valle Isarco fino ai confini naturali di Naz-Sciaves si cominciò con la coltivazione di frutta.
L'inaugurazione della scuola agraria imperiale a S. Michele all'Adige nell'anno 1874 per molti figli di contadini rappresentò la possibilità di avere una formazione professionale. Gran parte dei contadini frequentò però il corso di un anno della scuola agraria, che fino al 1961 ebbe la sua sede al convento di Muri Gries a Bolzano. Dal 1962 questo corso, ora biennale, viene offerto presso la scuola agraria provinciale della Laimburg. Nel 1980 fu istituita inoltre una scuola superiore di agraria a Ora.


Sapevate che ...

... grazie alla particolare posizione geografica al passaggio dal clima mediterraneo a quello continentale, in Alto Adige esistono le condizioni più ideali di tutta l'Europa per la coltivazione di frutta?
... l'Alto Adige con i suoi 18.000 ettari di superficie coltivata è il più grande giardino di frutta d'Europa?
... la coltivazione di frutta rappresenta la base dell'esistenza per 8.000 famiglie in Alto Adige?
... l'Alto Adige produce il 30% del raccolto di mele nazionale e l'11% a livello europeo?
... in Alto Adige vengono prodotte circa 900.000 tonnellate di mele all'anno?
... la metà della mele raccolte vengono esportate e che il 70% del raccolto va verso la Germania?


Lo "strudel" di mele da fare a casa

La seguente ricetta è dedicata agli amanti delle specialità territoriali. Lo strudel di mele è uno dei dolci più famosi, tradizionali e tipici dell'Alto Adige. La mela anche in questo caso è in primo piano.

Ingredienti per la pasta:
250 g di farina
1 uovo
2 cucchiai di olio
1/16 l d'acqua
un pizzico di sale

Per il ripieno:
1 kg di mele (Gravensteiner o Golden Delicious)
150 g di pane grattugiato
150 g di burro
90 g di zucchero
50 g d'uvetta
50 g di pinoli
100 g di burro fuso per cospargere l'impasto
cannella, buccia di limone

Preparazione:
Passare al settaccio la farina, aggiungere l'uovo, il sale e l'olio e impastare con una mano. Con l'altra mano aggiungere un po' d'acqua, quanto basta per dare la giusta consistenza all'impasto. Ora impastare bene con entrambe le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Formare una palla e cospargere d'olio. Lasciare riposare per ½ ora. Nel frattempo, sbucciare le mele, togliere il torsolo e tagliare in sottili fette. Far rosolare leggermente il pane grattugiato nel burro.
Stendere l'impasto su un canovaccio infarinato con il mattarello, poi con le mani tirare da sotto dal centro verso l'esterno fino ad ottenere una pasta sottilissima. Cospargere con una parte del burro fuso ancora tiepido. Ricoprire 2/3 dell'impasto con il pane rosolato, distribuire sopra le mele, lo zucchero, cannella, buccia di limone, uvetta e pinoli. Ora partendo dalla parte con l'impasto, aiutandosi con il canovaccio, si arrotola la pasta. Porre su una teglia imburrata, cospargere con il rimanente burro fuso e far cuocere in forno a 220 gradi (180 gradi nel forno ventilato) per ca. ½ ora. Cospargere con zucchero a velo e servire ancora tiepido. Si può accompagnare anche con la panna montata.



© 2008 Consorzio Turistico Valle Isarco   -   Tel. (0039) 0472 802 232   -   info@eisacktal.info
Arrivo: Durata:
 notti
Trattamento: Tipo di alloggio:

persone
MANDA ORA UNA RICHIESTA NON IMPEGNATIVA!           RICHIESTA CATALOGHI           Hotel & alloggi