|
Un'unica fascia di castagneti ricopre i pendii della Valle Isarco da Varna presso Bressanone fino all'altipiano del Renon e giù fino al maniero illustrato di Castel Roncolo, poco a nord di Bolzano. Un tracciato ideale per il sentiero del castagno, "Keschtnweg". Un percorso pensato non solo per la stagione autunnale, poichè la vegetazione è talmente varia da affascinare in qualsiasi stagione.
Il sentiero segnalato porta attraverso boschi di latifoglie colorati, prati dal verde intenso e attraverso castagneti secolari - uno spettacolo della natura unico. Lungo il sentiero del castagno diversi contadini offrono prodotti regionali in vendita diretta.
Lungo il sentiero luoghi d'arte e di cultura ricordano una storia secolare, luoghi mistici raccontano di streghe, maghi e spiriti.
Il castagno, più di altre specie arboree, in Europa ha da sempre avuto un'importanza differenziata e vitale, a tal punto da essere riconosciuto come "albero del pane" (il castagno fino a pochi secoli fa forniva l'alimento base per almeno sei mesi all'anno). Anche nelle nostre latitudini, il castagno aveva questa funzione vitale. Di questo ve ne sono innumerevoli testimonianze scritte e numerosi detti ancora noti. Il castagno è al fianco dell'uomo e ne è stato plagiato, tant'è vero che da questa "simbiosi" si è sviluppata una vera e propria "cultura del castagno".
Il castagno in passato era "la vita per la montagna". Grazie al recupero di molti castagneti, e forse anche attraverso il sentiero delle castagne, il castagno, nonostante condizioni di vita e situazioni socio-economiche mutate, in alcune valli dell'Alto Adige ricopre ancora il ruolo d'un tempo. Il "Keschtnweg" sicuramente aiuta a riscoprire la forte unione "uomo-albero", e forse anche ad amarla. |